Assunzioni nel settore green: quali profili sono più richiesti nel 2024? I dati che sorprendono

Nel 2024, il settore delle energie rinnovabili e della transizione ecologica continua a registrare una crescita occupazionale senza precedenti. Secondo i dati più recenti elaborati da agenzie di ricerca specializzate, le assunzioni nel comparto green hanno superato le aspettative, con un aumento del 28% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma quali sono veramente i profili più ricercati dalle aziende? E soprattutto, quali opportunità concrete si aprono per chi desidera costruire una carriera nel settore ambientale e della sostenibilità?
I settori trainanti della crescita green nel 2024
La domanda di professionisti nel green non è distribuita uniformemente. L’energia solare e l’eolico rappresentano i segmenti più dinamici, con una richiesta concentrata su figure tecniche e di project management. Negli ultimi mesi, inoltre, ha registrato una crescita esponenziale la ricerca di esperti nel campo dell’efficienza energetica degli edifici, spinta dalle normative europee sulla riqualificazione del patrimonio immobiliare.
A sorprendere particolarmente gli analisti è l’aumento della domanda di figure non necessariamente con background puramente tecnico. Le aziende green ricercano sempre più spesso specialisti di comunicazione, esperti di sostenibilità aziendale e consulenti di transizione digitale capaci di gestire la trasformazione organizzativa legata alla green economy.
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Arretrati Carabinieri 2026: quando verranno pagati e importi dovutiCome sottolinea Marco Rossi, direttore di un centro ricerca dedicato al mercato del lavoro verde: “Non basta più saper installare un pannello fotovoltaico. Le aziende cercano professionisti capaci di raccontare l’impatto ambientale, di gestire la compliance normativa e di tradurre la sostenibilità in valore di business”.
I profili tecnici rimangono pilastri della ricerca
Nonostante la diversificazione, i ruoli tecnici continuano a rappresentare la fetta più consistente delle assunzioni. Ingegneri energetici, elettricisti specializzati in fotovoltaico e tecnici di installazione e manutenzione rimangono figure introvabili sul mercato. Le aziende di costruzione e installazione denunciano una carenza strutturale di manodopera qualificata, con tempi di reclutamento che si allungano fino a tre o quattro mesi per una singola posizione.
Particolarmente richiesti sono gli specialisti di Energie rinnovabili con competenze trasversali: chi sa gestire sia l’aspetto tecnico sia la comunicazione del valore aggiunto. Accanto a loro, cresce la ricerca di data analyst capaci di ottimizzare la produzione energetica attraverso l’analisi di big data e intelligenza artificiale.
Gli stipendi in questi ambiti riflettono la scarsità di competenze. Un ingegnere energetico junior parte da 28-32 mila euro annui, mentre un tecnico senior di impianti rinnovabili può raggiungere facilmente i 45-50 mila euro, cifre ben superiori ai compensi medi di altri settori a pari livello di esperienza.
La nuova frontiera: competenze trasversali e manageriali
Una tendenza emergente riguarda la ricerca di figure con background imprenditoriale o gestionale. Il settore green attrae sempre più giovani laureati in economia e management, spesso convertiti alla sostenibilità da specializzazioni post-universitarie brevi e focalizzate. Questi profili vengono inseriti in ruoli di coordinamento progettuale, business development e commerciale, dove si richiede una combinazione di conoscenze tecniche di base e capacità organizzative.
Altrettanto interessante è la domanda crescente di esperti di Certificazioni ambientali e Economia circolare. Questi ruoli, ancora relativamente rari nel nostro paese, salgono rapidamente nelle priorità delle aziende multinazionali e dei grandi player europei che operano in Italia. Il salario iniziale si aggira intorno ai 24-28 mila euro, con prospettive di crescita significative in aziende strutturate.
I consulenti di sostenibilità aziendale, in particolare, hanno visto la loro retribuzione aumentare del 15% annuo negli ultimi tre anni. Non è un caso che molte agenzie di consulenza strategica stiano rafforzando i loro team dedicati alla transizione ecologica.
Le competenze trasversali che fanno la differenza
Al di là della specializzazione tecnica specifica, le aziende green cercano sempre più candidati con soft skill sviluppate. La capacità di lavorare in team, le competenze linguistiche (l’inglese è quasi obbligatorio) e la conoscenza dei principali software di progettazione rappresentano veri e propri requisiti selezionanti.
Non meno importante è la “cultura della sostenibilità”. I datori di lavoro nel settore preferiscono candidati che non vedono l’impatto ambientale come una semplice casella da spuntare, ma come una motivazione genuina di lavoro. Questo non significa che tutti devono essere “attivisti verdi”, ma piuttosto dimostrare consapevolezza e responsabilità verso le sfide ambientali globali.
Per chi vuole entrare nel settore, la strada più diretta rimane ancora una combinazione di percorsi tradizionali e specializzazioni mirate: una laurea in discipline STEM affiancata da corsi di certificazione in energie rinnovabili, o una formazione universitaria in economia integrata con master di specializzazione su green business.
Prospettive occupazionali e prossimi passi
Gli esperti sono concordi nel prevedere una continuazione della crescita nel 2025. Gli investimenti pubblici in transizione energetica, alimentati dai fondi europei del PNRR, garantiranno una richiesta sostenuta di professionisti qualificati almeno fino alla fine del decennio. Le opportunità non sono concentrate solo nei grandi centri urbani: anche le aree periferiche del paese stanno sviluppando ecosistemi produttivi legati alle rinnovabili.
Per chi inizia oggi, il settore green rappresenta una delle poche realtà occupazionali dove la domanda di competenze è strutturalmente superiore all’offerta. I margini per negoziare condizioni contrattuali vantaggiose rimangono ampi, soprattutto per profili junior che sanno presentarsi con una formazione solida e una visione concreta del ruolo che vogliono ricoprire.

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